COMOLAB

  Scuola di Musica Elettronica del Conservatorio di Como 

ELETTROSENSI 2015

“PEZZI FREDDI / DESCRIZIONI (NON) AUTOMATICHE (1)”

Concerto di musica acusmatica su sistema multicanale ottofonico - Giovedì 5 febbraio 2015, 0re 17.00 Como, Salone dell’Organo del Conservatorio


PROGRAMMA

S. Ronchetti, Il cuore rivelatore (acusmatico, 2015, 6’25’’)

A. Campisi, A. Crespi, G. Floridia, L. Franzi, S. Lusardi, G. Manzone,  M. Marinoni, S. Ronchetti, Resonating Patchwork (soundscape collettivo, 2015, 30’ ca.)


PRESENTAZIONE

In questo concerto presentiamo brani composti dagli studenti dei corsi di Composizione acusmatica e tecniche della composizione su supporto e Design audio per la comunicazione e produzione multimediale, per i quali il concerto rappre‐ senta la parte di pratica dell’esame finale del corso.
Il primo brano, Il cuore rivelatore, di Samuele Ronchetti, interpretazione in veste musicale di The Tell‐Tale Heart, uno dei più famosi racconti di Edgar Allan Poe, si organizza intorno a temi quali l'ossessione, la ricerca della razionalità a moti‐ vazione dell'irrazionalità, la pazzia, gli impulsi irrefrenabili inappagabili, capaci di trasmutarsi e riecheggiare all'infinito. La composizione, si struttura su quattro sezioni e una coda finale. I suoni utilizzati, spesso rivestiti di significati simbolici, sono stati trattati con le tecniche tipiche della musica elettroacustica e della computer music: time‐stretch, filtraggio, equalizzazione, granulazione, pitch‐shift, riverberazione. La spazializzazione è stata realizzata in MaxMsp.
Segue un lavoro collettivo, un patchwork di soundscape individuali che descrivono un viaggio attraverso differenti ambienti risonanti. Partendo dai luoghi fisici, transitando per i luoghi virtuali della rete, fino ai luoghi della memoria, gli spazi interni alla mente, in cui si agitano i sogni e i desideri. La forma musicale del soundscape deriva dalle ricerche maturate, intorno a tematiche eco‐sono‐ logiche e socio‐antropologiche, alla fine degli anni Sessanta da Raymond Murray Schafer, il quale intende il paesaggio sonoro come una complessa rete di connessioni antropoculturali simboliche o musicali che riguardano le forme sonore ambientali naturali e artificiali, cioè prodotte dalla molteplicità delle attività umane. Come proposto da Francesco Galante e Nicola Sani, un “invito a ragionare sulle interconnessioni tra ambiente sonoro e i paesaggi culturali dell’età contemporanea”. CLICCA QUI PER IL PROGRAMMA DETTAGLIATO

“PEZZI FREDDI / DESCRIZIONI (NON) AUTOMATICHE (2)”

Seminario, laboratorio e concerto con l’acousmonium a cura di Eraldo Bocca e Dante Tanzi Concerto ispirato alla quadrilogia degli elementi


L'acousmonium e stato concepito inizialmente dal compositore francese Francois Bayle nel 1974 per rinnovare la situazione del concerto acusmatico. Ben presto questo dispositivo si e rivelato essenziale per la valorizzazione della musica elettroacustica. Un acousmonium e un'orchestra di altoparlanti di diverso calibro e potenza disposti, alla pari degli strumenti dell'orchestra, in funzione del proprio colore e dell'acustica della sala. L'opportunita di disporre di un acousmonium e rarissima in Italia nonostante sia l'unico dispositivo in grado di offrire, con l'intervento di bravi esecutori, una reale possibilita di ascolto immersivo. Percio con questi due giorni di lavoro intorno al dispositivo AUDIOR si e voluto offrire agli studenti di musica elettronica l'opportunita di fare esperienza in qualita di esecutori con un acousmonium, e al pubblico affezionato alla rassegna Elettrosensi, la possibilità di sperimentare una diversa modalita di ascolto della musica elettronica. Un ascolto che permette di godere in pieno delle emergenze, dei movimenti del suono nello spazio, delle sfumature e dei contrasti che gli interpreti alla console saranno in grado di creare controllando intensita, densità sonora, colori e filtraggi dei brani proposti per questa occasione. Il concerto costituisce anche parte dell’esame di Esecuzione e Interpretazione della Musica Elettroacustica per gli studenti del secondo anno del Corso di Diploma di I livello in Musica Elettronica.


PROGRAMMA


Jean‐Claude Risset, Elementa (1998)

1 Aqua (6’40’’) Inteprete: Elena Passarelli

2 Focus (5’06’’) Inteprete: Dante Tanzi

3 Aer (3’27’’) Inteprete: Mattia Cerminara

4 Terra (6’51’’) Inteprete: Gabriele Balzano


Christian Fennesz, Mika Vainio, Christian Zanesi, The GRM Experience (2004)

1 Transfers (7’17’’) Inteprete: Samuele Tassone

2 Colour (8’14’’) Inteprete: Walter Caracca

3 Power (9’00’’) Inteprete: Mattia Nuovo

4 Waves (5’20’’) Inteprete: Marco Donzelli


Alexandre Yterce, Commencements (1999)

1 Rythmes Aux Causes Des Airs (10’10’’) Inteprete: Dante Tanzi


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NOTA DI PROGRAMMA SUI BRANI

"EMBRIONI DISSECCATI (1)"

Concerto audiovisuale


In questo concerto audiovisuale presentiamo otto brani di videoarte composti dagli studenti del Politecnico, del Triennio e del Biennio di Musica Elettronica, all’interno dei corsi di Ambienti Integrati per il Processing Audio‐Video (BME, POLI) e Composizione Audiovisiva Integrata (TME III), tenuti dal M° Marco Marinoni. Il tema di partenza comune scelto e stato quello della nascita della vita, simboleggiata dall’idea di “embrione”. Si tratta di lavori in cui la musica elettronica e la composizione delle immagini hanno pari importanza e sono strettamente legate tra loro in senso artistico. Le immagini attingono a banche dati di immagini e filmati di carattere medicochirurgico inerenti all’inseminazione e alla vita del feto, umano e animale. I suoni sono esclusivamente elaborazioni elettroacustiche dei materiali pianistici inclusi nel brano Embryons Desseches (1913) di Erik Satie. Questo concerto rappresenta anche parte dell’esame finale dei corsi sopra citati, per gli studenti che propongono le loro opere in prima esecuzione assoluta. Di seguito le note di presentazione dei singoli lavori.


PROGRAMMA


Andrea Campisi, eros_thanathos (videoarte, 2015, 6’07’’)

Jacopo Foglietti, 3 (videoarte, 2015, 9'20'')

Vittorio Maffei, Genesis (videoarte, 2015, 6’02’’)

Samuele Ronchetti, μοῖρα (videoarte, 2015, 6'10'')

Lorenzo Franzi, Life Dawn (videoarte, 2015, 7'05'')

Stefano Lusardi, Cromosoma 47 (videoarte, 2015, 8’48’’)

Fabrizio Savio, Horror vacui (videoarte, 2015, 6'32'')

Sergio Missaglia, Mechanical life (videoarte, 2015, 7'21'')


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“PEZZI FREDDI / DESCRIZIONI (NON) AUTOMATICHE (3)”

CONCERTO DI MUSICA ACUSMATICA SU SISTEMA MULTICANALE OTTOFONICO


Nella monografia Suonare lo spazio elettroacustico (2002), Alvise Vidolin scrive: “Anche se è sempre molto difficile generalizzare, ritengo che l’esecuzione di un nastro non deve limitarsi alla semplice diffusione meccanica su due altoparlanti della musica in esso contenuta. Il nastro, a mio avviso, deve essere considerato al pari della partitura ed in quanto tale deve essere interpretato. Anche se i gradi di liberta dell’esecutore al nastro magnetico sono inevitabilmente inferiori a quelli di un interprete tradizionale, i seppur limitati strumenti che il regista del suono ha a disposizione devono essere sfruttati al massimo per rendere al meglio l’idea compositiva o le parti della quale che egli intende mettere in evidenza. Ma quali sono gli strumenti che ha a disposizione il regista del suono? Essenzialmente due: la dinamica e lo spazio. In ultima analisi, anche l’interprete tradizionale basa il proprio processo interpretativo agendo principalmente su due parametri: la dinamica e il tempo. Poiche nel caso del nastro il tempo e immutabile, il regista del suono deve realizzare con lo spazio cio che l’interprete tradizionale riesce ad esprimere con il tempo. Quindi, tramite la dinamica e lo spazio il regista del suono puo dare prospettiva ai suoni, romperne la monotonia e la staticita, avvicinare e percio mettere in rilievo alcune parti oppure allontanare e creare aspettativa per altre; alcuni suoni possono essere posizionati in precise zone dello spazio, mentre altri si possono muovere con percorsi e velocita indipendenti per avvolgere o confondere l’ascoltatore. Oltre a cio il regista del suono ha il compito di trovare il giusto equilibrio dinamico fra musica e sala, portando i pianissimi e i fortissimi ai giusti valori estremi, cosa che raramente corrisponde al livello fissato in fase di registrazione”.

La nostra Scuola di Musica Elettronica si propone di attuare questa concezione che considera lo spazio un parametro compositivo da interpretare e valorizzare anche attraverso interventi ermeneutici i quali, partendo da un'analisi spettromorfologica di matrice smalleyana, includono la creazione di traiettorie, movimenti degli oggetti musicali e delle masse sonore nello spazio, modulazione del parametro densita, elaborazione di gesti esecutivi precisi e relazionati al materiale sonoro, utilizzo dell'amplificazione trasparente, possibile focalizzazione di quest'ultima in un punto dello spazio attraverso la legge di Haas, dialogo tra spazio elettroacustico e spazio virtuale (mediante l'utilizzo di algoritmi di riverberazione, filtraggio e linee di ritardo). L'interpretazione della musica acusmatica su sistema di diffusori diviene in questo modo materia di perfezionamento e virtuosismo esattamente come qualsiasi altra pratica strumentale.

In questo concerto proponiamo cinque brani di musica acusmatica interpretati sul sistema ottofonico da altrettanti studenti del Politecnico e del Biennio di Musica Elettronica, per i quali questa occasione rappresenta anche parte dell'esame finale del corso di Esecuzione ed interpretazione della musica elettroacustica, tenuto dal M° Marinoni.


PROGRAMMA


Denis Smalley

Tides (1984, 17’32’’) Interprete: Stefano Lusardi

Valley flow (1991‐92, 16’57’’) Interprete: Andrea Campisi

Empty vessels (1997, 14’56’’) Interprete: Jacopo Foglietti

Base metals (2000, 13’45’’) Interprete: Samuele Ronchetti

Marco Marinoni

Of Shape And Action V ‐ Vestida de Tormenta (2014, 6’24) Interprete: Vittorio Maffei


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“EMBRIONI DISSECCATI (2) / LA TRAPPOLA DI MEDUSA”

Masterclass di analisi e interpretazione elettroacustica M° Francesco Prode / Concerto per pianoforte e live-electronics su sistema multicanale ottofonico

 

«Con il termine live-electronics si intende l’insieme di tecniche e di apparecchiature elettroniche che permettono l’elaborazione dei suoni — indipendentemente dal tipo di sorgente — in tempo reale, ovvero in un tempo inferiore alla nostra soglia percettiva ma certo è che tale definizione tecnica si è comunque allargata negli ultimi anni, inglobando tutta una serie di nuove pratiche esecutive. La sua sempre più frequente adozione da parte dei compositori sembra essere una risposta a necessità tanto fortemente sentite quanto lasciate inappagate da altri mezzi: necessità di natura primariamente linguistica, come la ricerca di una prospettiva per così dire aperta della musica, in cui vi sia spazio per un’organica fusione tra ciò che è predeterminato (sia nel senso di partitura che di testo sonoro) e ciò che è momentaneo (le scelte interpretative); ma anche la ricerca di un’interazione più profonda tra compositore ed esecutore, che si possa estrinsecare sia durante il lavoro preliminare di studio e preparazione di un’opera, sia all’atto dell’esecuzione. Il live-electronics, si potrebbe dire, rappresenta un tentativo di mediazione tra i principi della musica elettronica e della musica strumentale, ponendo queste ultime non in contrasto, ma in un rapporto di continuità. Le possibilità di "trasformazione" dei materiali che offrono le recenti tecnologie sono tali da permettere un ampliamento decisivo del vocabolario strumentale, quale non sarebbe neppure pensabile facendo ricorso alle risorse della liuteria tradizionale e, con esso, un sempre maggiore dialogo tra compositore, esecutore e pubblico. Le tecnologie musicali dal vivo introducono quindi nella musica una serie di sostanziali novità che tendono a mutare i meccanismi della produzione e, più in profondità, del pensiero musicale stesso. […] La pratica interpretativa diventa un aspetto fondamentale della vita di un’opera, dal momento che ogni supporto stabile (quale può essere la partitura oppure il nastro magnetico) è assolutamente insufficiente a riprodurne, da solo, la complessità. L’immagine sonora della musica con live-electronics, più di qualunque altro tipo di repertorio, non può sussistere senza gli interpreti, il cui ruolo si rinnova ulteriormente rispetto alla tradizione. Innanzi tutto, l’esecutore è chiamato ad una partecipazione più attiva non solo nel momento del concerto, ma anche e soprattutto durante la creazione musicale vera e propria,  attraverso  il  lavoro  preliminare  in  studio,  fatto  di  esperimenti,  tentativi, rettifiche — fase, questa, della massima importanza al fine di chiarificare il pensiero sonoro del compositore. Ma è ovvio che anche il metodo di lavoro dovrà radicalmente cambiare. Non sarà più pensabile allora, entro certi termini, la composizione di un brano “in  astratto”,  secondo  principi  aprioristici  e  per  un  interprete  ideale.  Tutto  questo implica un lungo lavoro di prove e sperimentazioni insieme all’esecutore, al fine di indagarne le possibilità e di approfondirne il rapporto con la tecnologia. Egli perciò, ancor più che nella musica puramente strumentale, è al contempo soggetto attivamente coinvolto nell’esecuzione e, per così dire, “materiale” dell’opera. A causa del numero di competenze richieste e per la necessità di agire e reagire in maniera immediata agli stimoli reciproci, l'opera si configurerà sempre più come frutto di un lavoro collettivo. L’immagine del compositore come unico artefice tende piano piano a farsi da parte in favore di un principio meno rigidamente gerarchico di cooperazione a diversi livelli da parte di coloro che ne sono coinvolti: l'autore si pone allora come colui che organizza e formalizza i risultati di questo lavoro».

(F. Giomi, A. Cremaschi: Introduzione alla tesi “L’influenza del live-electronics sul pensiero compositivo”. Tesi di laurea di Andrea Cremaschi, relatore: Gianmario Borio, correlatore: Francesco Giomi , Università di studi di Pavia, A.A. 2001/02)

 

In questo concerto proponiamo quattro brani per pianoforte e live-electronics interpretati al pianoforte dal M° Francesco Prode e all’elettronica sul sistema ottofonico da due studenti del terzo anno del Triennio di Musica Elettronica, Sergio Missaglia e Fabrizio Savio (autori anche dei due brani che presentiamo in prima esecuzione assoluta), per i quali questa occasione rappresenta anche parte dell'esame finale del corso di Esecuzione ed interpretazione della musica elettroacustica II, tenuto dal M° Marinoni.

PROGRAMMA

 

Marco Marinoni   Finita è la terra (2015, 4’20’’)
Luigi Nono   …sofferte onde serene… (1975-77, 13’58’’)
Fabrizio Savio   Concatenazioni molecolari (2015, 12’)  - Prima esecuzione assoluta
Sergio Missaglia   Gravastar (2015, 10’30’’) - Prima esecuzione assoluta

 

Pianoforte: Francesco Prode
Live-electronics e regia del suono: Sergio Missaglia, Fabrizio Savio

 

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